DOTTOR CANNABIS ASSOLTO E PORTA AVANTI LA CANAPA TERAPEUTICA
Il toscano dottor Cinquini denominato dottor Cannabis, è stato assolto l’ennesima volta perché non coltiva cannabis per arricchirsi ma bensì per aiutare le persone!
La storia ha dell’incredibile ma in realtà questo medico toscano sono anni che sostiene che la cannabis può curare decine di malattie alcune delle quali molto serie.
Partiamo però dal capire chi è e come è arrivato a questa teoria, così fortemente sostenuta tanto da ottenere che in toscana ci sia la prima coltivazione autorizzata dallo stato di canapa indiana medica.
Il chirurgo conobbe la cannabis medica durante il servizio militare, in Sardegna, rivestiva già un ruolo da sanitario e scelse di curare con la canapa indiana una ragazza anoressica ad un livello molto grave riuscendo a riportarla a livelli di alimentazione normale. A 34 anni Cinquini prese l’epatite C, nel corso di un’operazione in urgenza a bordo di un’ambulanza e decise dopo mesi di chemio di curarsi con la canapa, aloe e papaia, un progetto nutrizionale completo che riportarono i suoi anticorpi a livelli normali tanto da farlo guarire in breve tempo. Da quel momento in poi il medico ha fondato associazioni e proposto eventi tutto il mondo sollevando sempre un gran polverone in Italia, fino ad arrivare persino ad autodenunciarsi pur di portare l’attenzione su quello che secondo lei è un principio in grado di sostituire quasi la maggioranza dei medicinali e che viene osteggiato solo per interessi politici ed economici in barba agli interessi dei pazienti, almeno questo è quello che sostiene il famoso dottor Cinquini che lavora tra la toscana e la comunità valenciana, dove è comunque illegale coltivare cannabis.
Ma perché Cinquini e come lui tanti medici e scienziati continuano la loro battaglia pro-cannabis? Che cosa può davvero fare questa pianta?
In realtà sebbene fonte costante di ricerca, si sa ancora molto poco riguardo alle sue potenzialità, di certo in Italia al momento è legale coltivare solo quella di uso agricolo a meno che come in regione toscana non sia autorizzato dallo stato, e attualmente sono state identificate alcune patologie per le quali può essere utile.
IL DOTTOR CANNABIS E GLI ALTRI STUDIOSI SOSTENGONO:
- MAL DI TESTA E DOLORI MESTRUALI : Una delle principali azioni farmacologiche del Thc (il principio attivo presente nella cannabis) sul cervello è quello di ridurre la sensibilità al dolore è utile quindi come analgesico proprio per emicranie o dolori mestruali (il thc ha una funzione miorilassante che decantare i muscoli e quindi può aiutare molto anche in chi soffre di reumatismi)
- SPASMI MUSCOLARI : I cannabinoidi hanno sui muscoli un effetto miorilassante e antispastico, ossia aiutano a decontrarre la muscolatura, e risulta particolarmente efficace in malattie come la sclerosi multipla (malattia per la quale viene regolarmente prescritta già in svizzera e in Gran bretagna).
- ASMA: i cannabinoidi aiutano anche a dilatare i bronchi facilitando la respirazione ovviamente questo potrebbe essere di aiuto a chi soffre di asma, al momento però si stanno ancora valutando le modalità di somministrazione per questo utilizzo.
- GLAUCOMA: Il glaucoma è un grave problema della vista caratterizzato dall’aumento della pressione all’interno degli occhi, in questo caso il Thc sembra essere utile poichè riuscirebbe a diminuire la pressione interna.
- ATTUTIRE I SINTOMI DELLA CHEMIOTERAPIA; come ad esempio nausea e vomito.
La chemioterapia essendo un mix di cure a base di farmaci chimici che si usano per combattere i tumori, ha numerosi effetti collaterali che spesso sono molto pesanti e quindi in questo caso si potrebbero alleviare un po’ questi fastidi.
- DISTURBI NEURODEGENERATIVI: il morbo di Alzehimer, quello di Parkinson, la corea di Huntington, sono tutte malattie che provocano una degenerazione delle cellule nervose, recenti studi, condotti da studiosi internazionali, hanno evidenziato che il cannabidiolo, un componente non psicoattivo della cannabis, aiuta a proteggere le cellule del cervello, agisce praticamente come un antiossidante, combattendo l’invecchiamento e la morte dei neuroni.
In molti paesi esteri è già un farmaco e viene prescritto regolarmente, in italia invece la normativa
309 del 9 ottobre 1990 indica chiaramente che non sono in vendita farmaci allopatici che utilizzino la cannabis indica, che invece è presente in alcuni medicinali omeopatici, anche se in dosi minime (si misurano in nanogrammi, ossia in miliardesimi di grammo).
Negli Usa, in Israele, in Germania, in Gran Bretagna e nei Paesi Bassi esistono già due cannabinoidi sintetici: il dronabinol e nabilone. Venduti dietro presentazione di ricetta medica per curare gli effetti collaterali della chemioterapia e per stimolare l’appetito nei malati di Aids, sono in costante sperimentazione anche per la sclerosi multipla, e per altri disturbi.
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