Alzheimer:6 sintomi da non sottovalutare!
Che cos’è il morbo di Alzheimer, come si manifesta , quali sono i sintomi e sopratutto quando cominciare a preoccuparsi!
CHE COSA E’ IL MORBO DI ALZHEIMER E COME SI PRESENTA
Il morbo di Alzheimer è un tipo di demenza che comporta problemi con la memoria, il comportamento e il pensare. Comunemente, i sintomi si sviluppano a poco a poco fino al peggioramento con il tempo al punto tale da interferire con la propria quotidianità. Il morbo di Alzheimer è quindi una malattia progressiva, dove i sintomi di demenza (una complessiva perdita di memoria del 50 fino al 80%) peggiorano gradualmente in un tot di anni. All’inizio della malattia, la perdita di memoria è leggera; ma in fase avanzata, le persone perdono la capacità di fare una conversazione e persino di reagire nel loro ambiente. Attualmente è la sesta causa di morte negli Stati Uniti e purtroppo anche in Europa il numero sta crescendo. La vita media dalla scoperta del morbo (quindi con i sintomi evidenti) è di circa otto anni, sebbene si può sopravvivere anche per 20 anni con questa malattia, tutto dipende dalle condizioni fisiche del malato.
Sebbene attualmente, non c’è cura per il morbo di Alzheimer, sono disponibili dei trattamenti per i sintomi, e fortunatamente la ricerca continua un po’ in tutto il mondo. I farmaci attuali non sono in grado di fermare la progressione della malattia ma possono rallentare temporaneamente il peggioramento dei sintomi della demenza e migliorare la qualità della vita delle persone affette e di chi gli sta intorno.
(Bisogna ricordare infatti che anche chi sta intorno ad un malato di Alzheimer subisce un drastico e drammatico cambiamento di vita)
6 SINTOMI DA NON SOTTOVALUTARE
Come in ogni malattia la diagnosi precoce è quella che senz’altro può aiutare di più, ed ecco perché è indispensabile conoscere i sintomi che precocemente possono farci arrivare a capire se si tratta di Alzheimer oppure no.
- MEMORIA: è forse il sintomo più comune. La persona perde la memoria e ha difficoltà a ricordare anche piccole azioni come il pranzo o la cena, oppure i nomi dei propri familiari.In questo caso bisogna far caso se si tratta di un caso sporadico o se questo tipo di situazione capita spesso.
- SVOLGERE PICCOLE AZIONI: prestate attenzione ai piccoli gesti quotidiani come vestirsi da soli, preparare la cena, perché con l’Alzheimer diventano complicate e spesso la persona affetta non riesce nemmeno a portarli a termine.
- LINGUAGGIO: questa è un’altra caratteristica drammatica del morbo di Alzheimer, poiché pur conoscendo l’oggetto o la cosa che si ha di fronte , le perso e affette da questo morbo, potrebbero non riuscire a dargli un nome, la sensazione è quella che la parola sia in punta di lingua ma che non si riesce a ricordarla.
- APATIA, DEPRESSIONE, ANSIA: tutte sensazioni terribilmente sgradevoli e quasi faticose, si perde interesse verso attività che prima si trovavano interessanti o addirittura fondamentali per la persona compresi i propri familiari.Si può passare da un eccesso di ira ad un eccesso di depressione e tristezza.
- RICONOSCERE LE IMMAGINI: si fa fatica a riconoscere le immagini ossia si riduce la capacità di leggere, di definire i colori e di capire la giusta distanza da se stesso e l’oggetto.
- PERDITA DELL’ORIENTAMENTO: si comincia a confondere date, eventi e giorni della settimana, in casi già gravi si vive in una sorta di disorientamento temporale perenne.
CHE COSA SUCCEDE NEL CERVELLO DI CHI E’ AFFETTO DA ALZHEIMER
Nel cervello ci sono circa cento miliardi di cellule nervose (cosiddetti neuroni). Ognuna è collegata con molte altre cellule, formando, delle vere e proprie reti di comunicazione, e ognuna ha un compito ben specifico come ad esempio pensare oppure ricordare o ancora vedere, sentire ect.
Per svolgere questo compito, tutte funzionano in sintonia come dei cantieri o delle fabbriche in cui ognuna deve ricevere le proprie forniture, generare energia, produrre, e ovviamente alla fine del processo di produzione liberarsi dei rifiuti, mantenendo sempre attiva la comunicazione con tutte le altre cellule, quasi come dei reparti separati ma che devono necessariamente collaborare. Tutto questo enorme processo ha bisogno di ossigeno costante, nutrimento e grande coordinamento.
Gli studiosi ritengono che il morbo di Alzheimer intervenga in questo processo della cellula, facendo in qualche modo inceppare questo meccanismo perfetto. Al momento nessuno sa dove tutto questo abbia inizio e perché ma proprio come se fosse una azienda, un guasto ad una singola attrezzatura può compromettere l’intera produzione. Inoltre mano mano che il danno si diffonde le cellule perdono la loro capacità di compiere il loro lavoro e in seguito muoiono, provocando mutamenti irreversibili nel cervello.
Il cervello dei malati del morbo di Alzheimer presenta un numero maggiore di PLACCHE E GROVIGLI, e sebbene gli esperti non sono ancora in grado di dirci come e perché, sembra che proprio questo possa in qualche modo ostacolare la comunicazione delle cellule.
(Le placche sono depositi di un pezzo di proteina chiamata beta-amiloide, che si accumula negli spazi tra le cellule nervose, mentre i grovigli sono fibre di un’altra proteina chiamata tau, che si accumula all’interno delle cellule)
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