Giovani e internet le nuove patologie!
Sembra incredibili ma con internet, gli smartphone e i tablets sono arrivate anche nuove e serie patologie per i bambini e gli adolescenti! In gara per i cellulari di ultima generazione, alla ricerca di fans, follower e like nascono malattie serie e piuttosto gravi con danni su tutto il sistema neurologico.
Un recente studio dell’osservatorio nazionale adolescenza condotto su ottomila ragazzi che partono dagli 11 anni rileva una serie di nuove patologie:Like addiction, challenge, nomofobia e camping tutte collegate all’uso spropositato delle nuove tecnologie.
Da questa ricerca emerge che il 98% tra i 14 e i 19 anni possiede uno smartphone personale ricevuto tra i 9-10 anni e oltre tre adolescenti su 10 hanno avuto modo di utilizzare uno smartphone già nella primissima infanzia. Sempre secondo questo studio dell’Osservatorio nazionale adolescenza, tra i ragazzi della fascia tra gli 11 e i 13 anni l’età media per il primo utilizzo di cellulare è scesa di un anno e ci si attesta intorno ai 9 anni.
i dati giù significativi però riguardano gli adolescenti che sono sempre più iperconnessi, circa 5 su 10 dichiarano di trascorrere dalle 3 alle 6 ore extrascolastiche con lo smartphone in mano, il 16% dalle 7 alle 10 ore, mentre il 10% supera addirittura la soglia delle 10 ore. Calcolando che il 63% lo utilizza anche a scuola , significa che la maggior parte di questi adolescenti vive connesso alla rete e disconnesso dalla realtà REALE. Le ore passate davanti ad uno schermo si abbassano leggermente nei preadolescenti ,dagli 11 ai 13 anni. Il 55% dei preadolescenti lo utilizza per un massimo di 2 ore, il 35% dalle 3 alle 6 ore, il 7% dalle 7 alle 10 ore e il 4% supera le 10 ore, e soltanto il 13% lo usa durante la scuola, rispetto al 63% dei ragazzi più grandi che non riescono a staccarsi dal cellulare.
INTERNET E SOCIAL
Continuando con la ricerca e con i dati che fornisce non possiamo non sottolineare che il 95% degli adolescenti ha almeno un profilo sui social network, contro il 77% dei preadolescenti. Nel primo caso il primo profilo è stato aperto intorno ai 12 anni e la maggior parte arriva a gestire in parallelo addirittura 5-6 profili, insieme a 2-3 app di messaggistica istantanea. Il 69% ha un profilo su Facebook, il 67% Instagram, il 66% YouTube, il 47% Snapchat, il 22% Ask, il 16% Twitter, e il 15% Tumblr.
La maggior parte di questi profili alternativi sono sconosciuti ai genitori dando l’idea a questi ragazzi di essere meno controllati, secondo sempre l’osservatorio nazionale è proprio con questi comportamenti che si arriva ad osare di più favorendo comportamenti come il sexting, cyberbullismo e diffusione di materiale privato in rete.
Uno dei dati forse più allarmanti è che il 14% degli adolescenti ha anche un profilo cosiddetto FAKE ossia finto, che nessuno conosce, di conseguenza non controllabile dai genitori e nel contempo p erò, e questo è assolutamente drammatico, facile preda della rete del GROOMING (adescamento di minori online), dato in rilevante aumento rispetto all’11% dello scorso anno.
GIOVANI E INTERNET LE NUOVE PATOLOGIE
Per i giovani iperconnessi la chat rappresenta lo strumento più utilizzato e infatti 6 adolescenti su 10 dichiarano di non poter più fare a meno di WhatsApp, con il 99% dei ragazzi che lo utilizza ogni giorno, il 93% si scambia i compiti attraverso il gruppo-classe e il 70% chatta in maniera compulsiva. I pre adolescenti invece, ha una percentuale che si attesta intorno al 96% sempre di utilizzo di WhatsApp, di cui la metà per chattare in maniera sistematica e ripetitiva, l’82% ha il gruppo-classe per scambiarsi i compiti mentre il 40% per condividere i selfie con gli amici.
QUALI SONO LE NUOVE PATOLOGIE COLLEGATE AD INTERNET?
Tutte queste ore connessi porta a nuove e stravaganti patologie per così dire con conseguenze piuttosto serie:
- VAMPING:ossia la moda degli adolescenti di trascorrere numerose ore notturne sui social media:6 adolescenti su 10 dichiarano di rimanere spesso svegli fino all’alba a chattare, parlare e giocare con gli amici o con la/il fidanzata/o, rispetto ai 4 su 10 nella fascia dei preadolescenti.
- FOMO: ossia FEAR OF MISSING OUT. Il 15% dei giovani iperconnessi ha la tendenza di restare connesso a tutte le ore e si sveglia quasi tutte le notti per leggere le notifiche e i messaggi che gli arrivano per non essere tagliati fuori. Il risultato di questa patologia è il disturbo del sonno con conseguenze nocive per l’organismo e anche l’interferenza sulle attività quotidiane dei ragazzi, fino a determinare importanti difficoltà di concentrazione e di attenzione che gravano sul rendimento scolastico, favoriscono l’insorgenza di stati ansiosi, intaccando l’umore e gli impulsi.
- LIKEMANIA E FOLLOWERMANIA:gli adolescenti che per natura sono alla continua ricerca di approvazione,in internet la trasformano nella disperata ricerca di like e follower. Per circa 5 adolescenti su 10 è assolutamente normale condividere tutto quello che fanno, comprese foto personali e private, facendo partire così la severa macchina dei “mi piace” o dei “non mi piace”. Infatti, per oltre 3 adolescenti su 10 è importante il numero dei like ricevuti che diventano sintomo di apprezzamento , di popolarità e autostima con esatto meccanismo anche per il contrario quindi pochi like, pochi follower significherebbe mancanza di autostima , tanto che il 34% ci rimane molto male e si arrabbia quando non si sente apprezzato.
- NOMOFOBIA: che viene da No-mobile-phone, è la nuova paura legata all’eccessiva paura/terrore di rimanere senza telefono o senza connessione ad internet per cui quasi 8 adolescenti su 10 hanno paura che si scarichi il cellulare o che non gli prenda quando sono fuori casa e questo nel 46% dei casi genera ansia, rabbia e fastidio. Questo fenomeno è meno diffuso tra i più piccoli che si fermano ancora al 60% e solo il 32% sperimenta alti livelli di ansia e preoccupazione.
- SELFIEMANIA: ossia la mania di scattarsi selfie pur di ottenere like. Il 13% ha seguito addirittura una dieta per piacersi di più nei selfie. I ragazzi della fascia 14-19 mediamente ne fanno circa 5 al giorno, con punte massime di 100, contro i 2 selfie al giorno dei più piccoli che preferiscono utilizzare maggiormente i video e i messaggi audio. Circa 2 adolescenti su 10 condividono tutti i selfie che fanno sui social network e su WhatsApp, dato in forte crescita ma il dato più grave e allarmante è che circa 1 adolescente su 10 fa selfie pericolosi in cui addirittura rischia la propria vita o una sfida tra amici per dimostrare di avere coraggio.
- CHALLENGE O SFIDE SOCIAL: ossia l’idea di sfidarsi sui social è uno dei problemi maggiori legati alla rete. Tutte quelle catene che nascono sui social network in cui si viene nominati o chiamati a partecipare da altri attraverso un tag con lo scopo di postare un video o un’immagine richiesta, per poi nominare altre persone a fare altrettanto.Circa 2 adolescenti su 10 hanno partecipato ad una di queste catene.Tra queste catene ci sono anche quelle più pericolose in cui si registra che circa 1 adolescente su 10 si è prestato ad una catena alcolica la cui finalità è quella di bere ingenti quantità di alcol in pochissimo tempo e nei luoghi o posizioni più improbabili, e addirittura altri hanno fatto selfie mentre vomitavano o in condizioni prossime all’intossicazione alcolica. Tra i pericoli di queste catene si aggiungono quelle alimentari, di eccessiva magrezza a cui aderiscono 5 ragazze su 100, favorendo lo sviluppo di patologie come anoressia e bulimia. Le catene più conosciute legate all’idea di essere super magre sono: Thigh Gap (arco tra le gambe), Bikini Bridge (ponte nel costume da bagno sulla pancia), Sfida della clavicola, Belly Slot (fessura nella pancia) e Belly Button (far girare il braccio dietro la schiena fino a toccarsi l’ombelico).
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