Cibi per ridurre il dolore!
Che cosa provoca dolore? Come possono placarlo questi alimenti? Negli ultimi anni si è registrata un’impennata nelle richieste di anti-dolorifici per alleviare sofferenze che si pensa siano curabili soltanto con farmaci appositi. La maggior parte dei casi è invece collegata alle conseguenze di scelte di stili di vita, come per esempio mangiare in eccesso e inattività che portano a dolori alle giunture e alla muscolatura e a vere e proprie sfide digestive che possono provocare dolore. L’infiammazione punta i ricettori del dolore e li colpisce, incendiandoli. Di seguito troverete un elenco di cibi che secondo la ricerca aiutano ad alleviare il dolore e sono ricchi di nutrienti che contribuiscono a ridurre l’infiammazione e la sofferenza, ma, ovviamente, chiedete comunque consiglio al vostro medico per trovare la strada migliore per controllare ed eliminare quello che vi fa male.
Lo sapevate?
Un determinato gruppo di verdure chiamate Solanacee potrebbe provocare dolori intensi al momento del consumo, soprattutto per chi soffre di gotta oppure osteoartrite. È stato scoperto che un elemento chimico vegetale chiamato solanina contribuisce al dolore artritico, ma solamente per coloro che ne sono sensibili. Le Solanacee comprendono pomodori, patate (non patate dolci o yam), melanzane e pepe (non bianco o nero che serve per insaporire). La buona notizia è che se sospettate di essere allergici alla solanina, dovreste vedere la differenza dopo una o due settimane di astensione dal consumarla. Se non rispondete, potete accogliere di nuovo le Solanacee a bocca aperta!
Cibi per ridurre il dolore: ecco quali sono
Li integriamo?
Alcune ricerche sostengono che i seguenti integratori alimentari possono offrire sollievo:
– grassi omega 3 (riducono l’infiammazione);
– glucosamina solfato (per giunture che fanno male);
– vitamina D (favorisce la salute delle ossa); molti studi collegano bassi livelli di vitamina D con il dolore;
– S-adenosil-L-metionina (farmaco prescritto per la depressione e l’osteoartrite);
– pepe di Cayenna (allevia il dolore topico e riduce l’infiammazione);
– acido alfa-lipoico (dolori del sistema nervoso, neuropatie, ridotti);
– metilsulfonilmetano (benefici all’osteoartite);
– bromelina (antinfiammatorio).
Ciliegie
Frutti carichi di bontà e benessere, si è scoperto che le ciliegie hanno un effetto antidolorifico simile a quello dei farmaci antinfiammatori, come l’aspirina. Uno studio recente pubblicato sul Journal of the International Society of Sports Nutrition ha scoperto che consumare succo di amarena prima di intraprendere una corsa a lunga distanza può ridurre il dolore muscolare post-corsa. Alcuni studi parlano anche di effetti antidolorifici sulle giunture.
Zenzero
Lo zenzero è ricco di potenti antiossidanti, come shogaoli, zingerone e gingerolo, tutti antinfiammatori efficaci. Come riportato nel Journal of Pain, uno studio randomizzato in doppio cieco e controllato con placebo ha evidenziato come soggetti che avevano assunto circa mezzo cucchiaino di zenzero crudo o cotto per undici giorni prima del dolore muscolare dovuto a esercizio fisico avessero visto una riduzione del dolore entro le ventiquattro ore, a paragone del gruppo di controllo. In un altro studio correlato, lo zenzero non è stato altrettanto efficace nel ridurre il dolore quando fu preso ventiquattro o quarantotto ore dopo l’esercizio. Gli autori dello studio hanno enfatizzato l’importanza di consumare zenzero ogni giorno per il massimo sollievo dal dolore.
Peperoni piccanti
Ma perché mai qualcosa che provoca dolore alla lingua o alle membrane mucose per contatto potrebbe essere utile nel bloccare la sofferenza in qualsiasi altro punto? Ebbene, tanto per iniziare, i peperoni piccanti sono incredibilmente ricchi di vitamina C, che aiuta a riparare il tessuto ferito, alla base del dolore. Questa solanacea contiene in grande abbondanza sostanze fitochimiche che riducono l’infiammazione alla base del dolore, come flavonoidi e capsaicinoidi, tra cui la capsicina. La capsicina è stata a lungo usata esternamente per alleviare il dolore, come ingrediente principale di unguenti topici e cerotti fermali; ma per quanto riguarda la sua efficacia interna? Uno studio randomizzato, in doppio cieco, su trenta pazienti con dispepsia cronica (disturbi di stomaco) ha scoperto che coloro che ingerivano circa mezzo cucchiaino di peperoncino rosso (2,5 g) al giorno, per cinque settimane, registravano un 60% in meno di dolori di stomaco, senso di pienezza e gonfiore e nausea, se paragonati al gruppo trattato con placebo, che ha registrato solamente un 30% di riduzione dei dolori. Un’assunzione a lungo termine di peperoncini piccanti ha invece evidenziato problemi di dispepsia e riflusso gastroesofageo in studi randomizzati e controllati su gruppi ristretti.
Salmone
Arrivati a questo punto, ormai dovreste sapere che il salmone, tra i pesci, è una delle fonti migliori di omega 3. La sua quantità di omega 3 e vitamina D è stata illustrata in uno studio dopo l’altro, e risulta utilissima per combattere dolori e prevenire artrite e dolenzie alle giunture. Gli omega 3 aiutano a ridurre la produzione di citochine ed enzimi infiammatori che provocano giunture, muscoli e terminazioni nervose dolenti. Studi clinici hanno dimostrato che assumere i grassi omega 3 presenti in alimenti come il salmone permette una riduzione del dolore associato ad artriti, dismenorrea (dolori mestruali), infiammazioni intestinali e neuropatie (dolore ai nervi).
Curcuma
La curcuma contiene ferro, manganese, potassio e vitamine B6 e C; il problema è che bisognerebbe consumarne in notevoli quantità per poter osservare gli effetti benefici dei suoi nutrienti. Ma come per molte erbe e spezie.terapeutiche, i suoi fitonutrienti sono vere e proprie star: la curcuma è infatti ricchissima di curcumina, che allevia il dolore e le infiammazioni. Alcuni studi compiuti su uomini e animali mostrano che la curcumina della curcuma è un efficace mezzo per alleviare il dolore; per esempio, uno studio in doppio cieco, controllato con placebo, ha scoperto che questa spezia era efficace per alleviare il dolore post-intervento chirurgico e il senso di spossatezza.
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