Sushi pericoloso si o no?

Ma il sushi è davvero pericoloso?

Il sushi impazza in tutta Italia e tra la fama dil sapore si fanno avanti anche i pericoli tant è che in una fiera importante della capitale l’anno scorso si sono intossicate circa 40 persone.

Capiamo davvero quando e come mangiare il sushi e quali sono i pericoli reali.

CHE COS’è IL SUSHI?

Il sushi è un piatto a base di riso bollito e condito con l aceto di riso, che anticamente serviva a conservare meglio il pesce.
Abbiamo il nigiri sushi, costituito da listarelle sottili di pesce (tonno, salmone, cernia, calamaro) poste sul riso e servite accompagnate da wasabi (una salsa densa a base di rafano), fettine di zenzero in salamoia e salsa di soia.
Poi c’è il sashimi che è il pesce crudo, servito a listarelle o fettine sottili.

SUSHI PERICOLOSO SI O NO?

Bisogna sapere che sushi e sashimi non vanno preparati con pesce fresco, appena pescato o che arriva dalla pescheria più vicina ma la normativa italiana, che si riferisce alle norme europee (Regolamento europeo 853/2004), prevede che i pesci consumati crudi debbano essere lasciati nel congelatore a -20 °C per almeno 24 ore. Il congelamento uccide i parassiti del pesce crudo.

Una recente inchiesta ha però evidenziato una storia molto diversa: su 19 ristoranti giapponesi italiani presi in considerazione (a Roma e Milano) soltanto tre rispettavano la norma del congelamento preventivo con notevoli rischi.

Il primo problema è una larva che si chiama Anisakis. Se non sono stati preventivamente congelati a dovere, questo parassita rimane e una volta ingerito si deposita nell’intestino provocando reazioni di tipo allergico più o meno gravi, ma anche forti dolori addominali simili a quelli di una peritonite.
Inoltre se il pesce non è stato congelato, e poi mantenuto comunque al fresco si possono sviluppare sulla sua superficie molti microrganismi comuni e in pratica diventa un veicolo di tossinfezioni (gastroenteriti acute) da microrganismi come salmonella, stafilococco, listeria o vibrione del colera.
Se il pesce ha subito una lunga lavorazione senza essere stato mantenuto al freddo, assume un odore cattivo e cambia di colore, producendo l’ istamina ossia una sostanza che ha forte potere infiammatorio e allergenico.
L’ingestione provocherà arrossamento del volto, orticaria e altri fastidi simili.

Sta quindi al consumatore informarsi sul ristorante, sulla provenienza del pesce o sulla modalità di cottura e preparazione e sebbene questo sembri impossibile, in realtà è l’unico modo per evitare i problemi e rispettando le norme il sushi fa tutt’altro che male.

La cucina giapponese a base di pesce  infatti  protegge dalle malattie cardiovascolari (infarto, angina) grazie alla presenza di acidi grassi della serie omega-3.
Gli omega-3 contribuiscono ad abbassare i livelli di trigliceridi, nonché a migliorare la sintomatologia di malattie autoimmuni e infiammatorie come, per esempio, l’artrite reumatoide.

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